09/09/2021


Considerando che il lavoro straordinario comporta una prestazione lavorativa oltre il normale orario giornaliero e settimanale, è previsto dalla contrattazione collettiva un trattamento economico aggiuntivo per ristorare l'ulteriore quantità di lavoro prestato. E difatti, le ore di lavoro straordinario devono essere computate a parte dal datore di lavoro e devono essere remunerate con le maggiorazioni retributive previste dai CCNL, che potrebbero disporre, in alternativa o in aggiunta alle maggiorazioni retributive, che i lavoratori usufruiscano di “riposi compensativi”. Il riposo compensativo è una particolare tipologia di riposo, riconosciuta al lavoratore, utile per poter compensare una prestazione professionale che viene svolta per un periodo di tempo che eccede l’ordinario previsto dal contratto di lavoro. Nel caso in cui il dipendente non fruisca del riposo settimanale, viene invece previsto il riposo compensativo in tutti quei casi in cui abbia avuto un lavoro continuato per 6 giorni, con pausa dal lavoro di almeno 24 ore consecutive. Da quanto sopra dovrebbe essere piuttosto chiaro che lo scopo del riposo compensativo è quello di permettere al lavoratore di poter compensare la particolare onerosità di un lavoro eccedente il normale. A ciò si aggiunga che alcuni contratti collettivi prevedono l’istituito noto come “banca delle ore”, attraverso la quale è consentito al lavoratore di cumulare un monte ore di permessi in alternativa alla remunerazione delle ore prestate come straordinario. Tali ore, accantonate in un conto individuale, potranno essere fruite a scelta del lavoratore come riposi supplementari.


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