07/09/2020


È illegittimo spostare un lavoratore da mansioni di concetto a compiti manuali anche se la variazione avviene all’interno della medesima qualifica contrattuale. Inoltre, il datore di lavoro non può invocare una acquiescenza ai nuovi compiti basata soltanto sul decorso di un lasso di tempo. Ad affermarlo è la Cassazione respingendo il ricorso di Poste e confermando la decisione della Corte di appello che aveva accertato la dequalificazione professionale di una dipendente a seguito di illegittimo esercizio dello jus variandi. Nello specifico, la lavoratrice, inquadrata nell’Area Funzionale Operativa livello C del Ccnl che comportava lo svolgimento di «attività amministrative e di coordinamento», era stata, invece, assegnata per un periodo di circa tre anni «a posizione comportante l’esercizio di mansioni manuali, di mero riordino e sistemazione di materiale secondo procedure standardizzate», così violando le prescrizioni dell’articolo 2103 del codice civile. Corte di cassazione - Sezione lavoro - Ordinanza 3 agosto 2020 n. 16594


demansionamento qualifica contrattuale

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