16/06/2021


"una diversa interpretazione finirebbe per rendere di fatto inoperante la regola generale, risolvendosi nella previsione di una indiscriminata convertibilità pecuniaria del diritto, anche se differita alla fine del rapporto". Così, secondo i giudici di legittimità, anche il dirigente che non esercita il proprio potere di attribuirsi le ferie e, quindi, non gode del riposo maturato, ha diritto all'indennità sostitutiva. L'unica eccezione a questa regola è rappresentata dall'ipotesi in cui il dirigente medesimo riesca a dimostrare che il mancato godimento del periodo di riposo annuale sia derivato da "necessità aziendali assolutamente eccezionali e obiettive". Infatti, in generale, pur essendo esclusa la monetizzazione, il lavoratore al quale non sia stato garantito il godimento delle ferie non resta privo di tutele: sia in corso di rapporto che a seguito della sua cessazione, egli può infatti far valere l'inadempimento avvalendosi dei rimedi civilistici.


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