01/07/2021


«Il mobbing presenta una caratteristica essenziale, data dal suo svolgersi in modo graduale. In un primo momento sorge un conflitto mirato, che si manifesta quando si attribuiscono allo stesso lavoratore le colpe per errori, ritardi, imprecisioni; si raccoglie, cioè, ogni minimo pretesto per aggredire o attaccare una sola persona; la fase successiva è quella della creazione di nuovi pretesti, sempre con la medesima finalità di isolare la vittima; il terzo momento è caratterizzato dai primi segni di cedimento dell'equilibrio psicofisico, associati a problemi psicosomatici della vittima del mobbing, quali insonnia, nodo alla gola, tremore alle gambe, sfinimenti, nervosismo e totale sfiducia nelle proprie capacità lavorative; si giunge, quindi, alla fase successiva, quella della amplificazione, nella quale la vicenda varca i limiti dell'ufficio di appartenenza e giunge a conoscenza dell'intera organizzazione aziendale; nella fase ancora successiva, il preposto contatta autoritativamente la vittima e la avvisa della possibilità di incorrere in gravi sanzioni disciplinari in caso di persistenza nel comportamento; infine, si consuma l'esito del procedimento, che consiste nell'uscita dall'ambiente lavorativo.»


mobbing

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