News

12/10/2021


Gli obblighi di prevenzione degli infortuni sul lavoro, tesi ad impedire l'insorgenza di situazioni pericolose, sono diretti a tutelare il lavoratore anche dagli incidenti ascrivibili a sua imperizia, negligenza e imprudenza. La dimensione dell'obbligo di sicurezza che grava sul datore di lavoro comporta che questi sia tenuto a proteggere l'incolumità dei lavoratori e a prevenire anche i rischi insiti nella possibile negligenza, imprudenza o imperizia dei medesimi nell'esecuzione della prestazione, dimostrando di aver posto in essere ogni precauzione a tal fine. Con la conseguenza che il datore di lavoro è sempre responsabile dell'infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le misure protettive, comprese quelle esigibili in relazione al rischio derivante dalla condotta colposa del lavoratore, sia quando, pur avendo adottato le necessarie misure, non accerti e vigili affinché queste siano di fatto rispettate da parte del dipendente.
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06/10/2021


La Corte di Cassazione ha statuito che il datore di lavoro è legittimato a svolgere i controlli su un pc aziendale in dotazione del lavoratore qualora sussista un sospetto fondato della commissione di un illecito, pur in assenza delle condizioni previste dall'art. 4 L. n. 300/1970.
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27/09/2021


Nell’ambito di un giudizio risarcitorio la domanda, in assenza di una specifica diversa manifestazione di volontà dell’attore, comprende tutti i possibili pregiudizi causalmente riconducibili all’inadempimento o al fatto illecito, con la conseguenza che, da un lato, alle indicazioni delle voci contenute nell’atto introduttivo si deve riconoscere un valore meramente esemplificativo, dall’altro la domanda stessa si intende estesa ai pregiudizi che si produrranno nel corso del giudizio e, pertanto, è consentita a chi agisce, non solo la modifica quantitativa dell’originaria domanda, ma anche l’allegazione di un pregiudizio diverso e ulteriore rispetto a quello inizialmente dedotto, se manifestatosi a giudizio già instaurato e derivato dal medesimo fatto illecito.
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13/09/2021


In tema di mediazione, la condizione affinché sorga il diritto alla provvigione è l’identità dell’affare proposto con quello concluso. Tale identità non è esclusa quando le parti sostituiscano altri a sé nella stipulazione conclusiva, sempre che vi sia continuità tra il soggetto che partecipa alle trattative e quello che ne prende il posto in sede di stipulazione negoziale. Pertanto, nel caso in cui il soggetto intermediato sostituisca altri a sé nella stipulazione del contratto, debitore della provvigione resta pur sempre la parte originaria, essendo costei la persona con cui il mediatore ha avuto rapporti.
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09/09/2021


Considerando che il lavoro straordinario comporta una prestazione lavorativa oltre il normale orario giornaliero e settimanale, è previsto dalla contrattazione collettiva un trattamento economico aggiuntivo per ristorare l'ulteriore quantità di lavoro prestato. E difatti, le ore di lavoro straordinario devono essere computate a parte dal datore di lavoro e devono essere remunerate con le maggiorazioni retributive previste dai CCNL, che potrebbero disporre, in alternativa o in aggiunta alle maggiorazioni retributive, che i lavoratori usufruiscano di “riposi compensativi”. Il riposo compensativo è una particolare tipologia di riposo, riconosciuta al lavoratore, utile per poter compensare una prestazione professionale che viene svolta per un periodo di tempo che eccede l’ordinario previsto dal contratto di lavoro. Nel caso in cui il dipendente non fruisca del riposo settimanale, viene invece previsto il riposo compensativo in tutti quei casi in cui abbia avuto un lavoro continuato per 6 giorni, con pausa dal lavoro di almeno 24 ore consecutive. Da quanto sopra dovrebbe essere piuttosto chiaro che lo scopo del riposo compensativo è quello di permettere al lavoratore di poter compensare la particolare onerosità di un lavoro eccedente il normale. A ciò si aggiunga che alcuni contratti collettivi prevedono l’istituito noto come “banca delle ore”, attraverso la quale è consentito al lavoratore di cumulare un monte ore di permessi in alternativa alla remunerazione delle ore prestate come straordinario. Tali ore, accantonate in un conto individuale, potranno essere fruite a scelta del lavoratore come riposi supplementari.
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02/09/2021


Locazioni e rinegoziazione Altro tema caldo è quello delle locazioni, in relazione al quale si segnalano l’esenzione Imu 2021 per gli immobili oggetto di convalida di sfratto (articolo 4-ter) e, soprattutto, la disposizione che modifica la norma di recente introdotta nell’ordinamento dalla legge di conversione del decreto Sostegni (articolo 6-novies del Dl 41/2021, convertito dalla legge 69/2021) che ha previsto un percorso regolato per la ricontrattazione delle locazioni commerciali. La nuova disposizione aggiunge ulteriori elementi, introducendo di fatto un obbligo alla rinegoziazione: tale collaborazione deve avvenire in buona fede ed è diretta alla rideterminazione temporanea del canone di locazione per un periodo massimo di 5 mesi nel corso del 2021, soltanto laddove il locatario abbia subito una significativa riduzione del volume di affari in un determinato periodo temporale (articolo 4-bis)
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01/09/2021


In tema di responsabilità contrattuale del medico nei confronti del paziente, ai fini del riparto dell'onere probatorio, l'attore deve limitarsi a provare l'esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l'insorgenza o l'aggravamento della patologia ed allegare qualificate inadempienze, astrattamente idonee a provocare (quale causa o concausa efficiente) il danno lamentato, rimanendo, invece, a carico del debitore convenuto l'onere di dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato, ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, avendo accertato la mancata esecuzione di un esame bioptico estemporaneo prescritto dal protocollo chirurgico, ha ritenuto gravare sull'azienda ospedaliera l’onere di provare l’irrilevanza causale di tale omissione, dimostrando con certezza che l'esecuzione della biopsia non avrebbe comunque consentito di individuare la corretta patologia - che richiedeva una nefrectomia soltanto parziale - e, quindi, di impedire l’erronea asportazione totale del rene effettuata al paziente).
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31/08/2021


In tema di demansionamento e di dequalificazione, il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno professionale, biologico o esistenziale, che asseritamente ne derivi, non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale (cosiddetto danno in re ipsa), non potendo prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio, sulla natura e sulle caratteristiche del pregiudizio medesimo. La prova del danno spetta al lavoratore, il quale tuttavia non deve necessariamente fornirla per testimoni, potendo anche allegare elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, quali, ad esempio, la qualità e la quantità dell'attività lavorativa svolta, la natura e il tipo della professionalità coinvolta, la durata del demansionamento o la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo la prospettata dequalificazione .
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30/08/2021


A fronte di un preliminare di vendita di un immobile, da consegnare prima della stipula del definitivo, affetto da vizi e difformità che senza renderlo oggettivamente diverso per struttura e funzione incidano sul suo valore o su secondarie modalità di godimento, il promissario acquirente, oltre alla alternativa della risoluzione del contratto o dell’accettazione senza riserve della cosa viziata o difforme, può esperire sia l’azione di esecuzione in forma specifica dell’obbligo di concludere il contratto definitivo, ex articolo 2932 del Cc, chiedendo contestualmente e cumulativamente la riduzione del prezzo; sia limitare a quest’ultima la propria domanda, il cui accoglimento consentirà alle parti di procedere alla stipulazione del contratto definitivo sulla base del minore corrispettivo fissato dal giudice, ferma restando, in caso di rifiuto di una di esse, la possibilità per l’altra di chiedere la sentenza sostitutiva del contratto.
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30/08/2021


In tema di contratto di apprendistato, l’inadempimento degli obblighi di formazione ne determina la trasformazione, fin dall’inizio, in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ove l’inadempimento abbia un’obiettiva rilevanza, concretizzandosi nella totale mancanza di formazione, teorica e pratica, ovvero in una attività formativa carente o inadeguata rispetto agii obiettivi indicati nel progetto di formazione e trasfusi nel contratto, ferma la necessità per il giudice, in tale ultima ipotesi, di valutare, in base ai principi generali, la gravità dell’inadempimento ai fini della declaratoria di trasformazione del rapporto in tutti i casi di inosservanza degli obblighi di formazione di non scarsa importanza.
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04/08/2021


..secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, in tema di licenziamento illegittimo, il datore di lavoro che invochi l'aliunde perceptum da detrarre dal risarcimento dovuto al lavoratore deve allegare circostanze di fatto specifiche e, ai fini dell'assolvimento del relativo onere della prova su di lui incombente, è tenuto a fornire indicazioni puntuali, rivelandosi inammissibili richieste probatorie generiche o con finalità meramente esplorative (Cass. n. 2499 del 2017; 8Cass. n. 9616 del 2015); nel caso in esame, le specifiche circostanze contestate - tra le quali un rilievo fondante assume la dichiarazione resa dal lavoratore in prime cure - sono state ammissibilmente prospettate dall'odierna ricorrente, in ossequio ai principi di specificazione e di allegazione di cui agli artt. 366 n. 4 e 369 n. 6 cod. proc. civ.; l'accertamento del verificarsi di tali puntuali circostanze evidenziano come la Corte territoriale abbia effettivamente omesso di valutarne l'impatto ai fini della determinazione giudiziale della misura del risarcimento del danno da liquidarsi al lavoratore, detraendo dall'indennità risarcitoria quanto percepito dallo stesso per lo svolgimento di altra attività lavorativa retribuita;
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04/08/2021


Il Tribunale di Trento conferma la sussistenza della giusta causa di licenziamento nei confronti di una maestra per non aver indossato la mascherina a scuola su un duplice piano, oggettivo e soggettivo
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02/08/2021


In tema di responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia, la pioggia intensa e persistente, tale da assumere il carattere dell’eccezionale intensità, non può costituire un evento rientrante nel caso fortuito o nella forza maggiore, soprattutto in epoche, come quella attuale, in cui i dissesti idrogeologici richiedono maggior rigore. Nel caso di specie, il Tribunale ha escluso il caso fortuito per i danni lamentati dagli attori, consistenti nella distruzione del fabbricato colonico, nella perdita del requisiti di edificabilità dei terreni e nei costi necessari alla bonifica dei siti, dovuti a episodi franosi causati dalla rottura del collettore fognario che aveva riversato sui terreni una grande quantità di acque maleodoranti.
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23/07/2021


....i giudici di seconda istanza hanno condivisibilmente concluso che non può affermarsi, in carenza di delibazione al riguardo, la responsabilità datoriale, non essendovi certezza sulle modalità di svolgimento dei fatti per cui è causa.
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22/07/2021


....rimane a carico del richiedente l'assegno di mantenimento il compito di dimostrare di essersi concretamente attivato e proposto nel mercato del lavoro per reperire un'occupazione retribuita confacente alle proprie attitudini e mettere così a frutto le capacità professionali possedute.
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16/07/2021


..nel rito del lavoro il giudice, in presenza della richiesta di ammissione di una prova (in questo caso prova contraria) è tenuto a motivarne la mancata ammissione..
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14/07/2021


La Cassazione, con sentenza 25176/2021 ha confermato la condanna di due comproprietari di un edificio alla pena di 2.400 euro di multa per violazione dell’articolo 677 del Codice penale: omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, perché non avevano ottemperato all’ordinanza del sindaco di Chianocco, che aveva imposto di eseguire, a propria cura e spese ed entro il termine assegnato, le opere indispensabili alla messa in sicurezza dell’immobile di loro proprietà. Il principio affermato riguarda, ovviamente, tanto gli edifici in comproprietà che quelli in condominio.
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13/07/2021


In tema di infortuni sul lavoro l'indennizzabilità del danno subito dall`assicurato sussiste anche nell`ipotesi di rischio improprio, non intrinsecamente connesso, cioè, allo svolgimento delle mansioni tipiche del lavoro svolto dal dipendente, ma insito in un`attività prodromica e strumentale allo svolgimento delle suddette mansioni e, comunque ricollegabile al soddisfacimento delle esigenze lavorative, a nulla rilevando l`eventuale carattere meramente occasionale di detto rischio, atteso che è estraneo alla nozione legislativa di occasione di lavoro il carattere di normalità o tipicità del rischio protetto: ne consegue che l'«occasione di lavoro» ex art. 2 TU 1124/1965 è configurabile anche nel caso di incidente occorso durante la deambulazione all`interno del luogo di lavoro.
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02/07/2021


Con ordinanza del 24 maggio 2021 il Tribunale di Verona ha respinto il ricorso ex art. 700 c.p.c. promosso da una operatrice sociosanitaria presso una RSA, che era stata collocata in aspettativa non retribuita per essersi rifiutata di vaccinarsi contro l’infezione da coronavirus e che chiedeva la condanna dell’azienda datrice all’assegnazione alle precedenti mansioni. Per il giudice del lavoro chiamato a decidere l’interesse prevalente non può che essere quello di proteggere la salute dei soggetti assistiti.
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01/07/2021


È legittimo il licenziamento disciplinare adottato nei confronti di un lavoratore che, durante il congedo per malattia, sia sorpreso a svolgere attività lavorativa in modo non occasionale ma continuativo e caratterizzato da un impegno non meno gravoso di quello proprio delle mansioni svolte presso il datore, dimostrando in realtà di non essere affetto da alcun disturbo
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01/07/2021


«Il mobbing presenta una caratteristica essenziale, data dal suo svolgersi in modo graduale. In un primo momento sorge un conflitto mirato, che si manifesta quando si attribuiscono allo stesso lavoratore le colpe per errori, ritardi, imprecisioni; si raccoglie, cioè, ogni minimo pretesto per aggredire o attaccare una sola persona; la fase successiva è quella della creazione di nuovi pretesti, sempre con la medesima finalità di isolare la vittima; il terzo momento è caratterizzato dai primi segni di cedimento dell'equilibrio psicofisico, associati a problemi psicosomatici della vittima del mobbing, quali insonnia, nodo alla gola, tremore alle gambe, sfinimenti, nervosismo e totale sfiducia nelle proprie capacità lavorative; si giunge, quindi, alla fase successiva, quella della amplificazione, nella quale la vicenda varca i limiti dell'ufficio di appartenenza e giunge a conoscenza dell'intera organizzazione aziendale; nella fase ancora successiva, il preposto contatta autoritativamente la vittima e la avvisa della possibilità di incorrere in gravi sanzioni disciplinari in caso di persistenza nel comportamento; infine, si consuma l'esito del procedimento, che consiste nell'uscita dall'ambiente lavorativo.»
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25/06/2021


In tema di sicurezza nei cantieri, l'infortunio occorso al dipendente dell'appaltatore in una zona vietata e transennata genera comunque il diritto di quest'ultimo (o dei suoi eredi come nella specie stante la morte dell'infortunato) al risarcimento del danno se il lavoratore vi si è recato per eseguire un ordine di un suo superiore. La condotta seppur inidonea dell'operaio non comporta, infatti, un concorso di colpa. Nella specie il direttore tecnico della società appaltatrice, alle cui dipendenze era ascritto il lavoratore deceduto, aveva disposto la prosecuzione dei lavori nel cantiere nonostante l'ordine di sospensione per la necessaria messa in sicurezza di quest'ultimo.
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16/06/2021


dopo la sentenza del tribunale civile di Torino che ha condannato l'amministrazione comunale ad un maxi risarcimento dei danni patiti da alcuni residenti in un condominio, arriva anche il TAR Lombardia a ribadire le ragioni del condominio ricorrente danneggiato economicamente dalla movida. Due perizie dell'Arpa hanno rilevato dati di superamento di tollerabilità delle immissioni sonore molto rilevanti.
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16/06/2021


"una diversa interpretazione finirebbe per rendere di fatto inoperante la regola generale, risolvendosi nella previsione di una indiscriminata convertibilità pecuniaria del diritto, anche se differita alla fine del rapporto". Così, secondo i giudici di legittimità, anche il dirigente che non esercita il proprio potere di attribuirsi le ferie e, quindi, non gode del riposo maturato, ha diritto all'indennità sostitutiva. L'unica eccezione a questa regola è rappresentata dall'ipotesi in cui il dirigente medesimo riesca a dimostrare che il mancato godimento del periodo di riposo annuale sia derivato da "necessità aziendali assolutamente eccezionali e obiettive". Infatti, in generale, pur essendo esclusa la monetizzazione, il lavoratore al quale non sia stato garantito il godimento delle ferie non resta privo di tutele: sia in corso di rapporto che a seguito della sua cessazione, egli può infatti far valere l'inadempimento avvalendosi dei rimedi civilistici.
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08/06/2021


In tema di licenziamento disciplinare, la nozione di insubordinazione non può essere limitata al rifiuto di adempimento delle disposizioni dei superiori, ma ricomprende qualsiasi comportamento atto a pregiudicare l'esecuzione e il corretto svolgimento delle suddette disposizioni nel quadro dell'organizzazione aziendale, ivi compresa l'inosservanza delle disposizioni per l'esecuzione e per la disciplina del lavoro impartita dall'imprenditore o dai suoi collaboratori.
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19/05/2021


Paga i danni chi produce rumore intollerabile all’interno del condominio, impedendo ai vicini di attendere alle proprie occupazioni e al riposo.
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11/05/2021


Grava sul datore di lavoro l'onere della prova di aver assolto l'obbligo del repêchage all'interno della società sia per mansioni equivalenti sia per mansioni inferiori (con il consenso del lavoratore). Se è la società stessa ad allegare l'impossibilità di adibire il lavoratore il lavoratore all'interno del gruppo (anche estero) – grava ulteriore onere della prova.
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30/04/2021



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13/04/2021


La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 16 febbraio 2021, n. 4056, ha stabilito che il c.d. aliunde perceptum non costituisce oggetto di eccezione in senso stretto ed è, dunque, rilevabile d’ufficio dal giudice se le relative circostanze di fatto risultano ritualmente acquisite al processo. Per tale ragione, l’eccezione di detrazione dell’aliunde perceptum non è subordinata alla specifica e tempestiva allegazione della parte ed è ammissibile anche in appello, dovendosi ritenere sufficiente che i fatti risultino ex actis.
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09/04/2021


Cass civ. sez II n. 9359/2021
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30/03/2021


ai fini della configurabilita' della condotta lesiva del datore di lavoro rilevano i seguenti elementi, il cui accertamento costituisce un giudizio di fatto riservato al giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimita' se logicamente e congruamente motivato: a) la molteplicita' dei comportamenti a carattere persecutorio, illeciti o anche leciti se considerati singolarmente, che siano stati posti in essere in modo miratamente sistematico e prolungato contro il dipendente con intento vessatorio; b) l'evento lesivo della salute o della personalita' del dipendente; c) il nesso eziologico tra la condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico e il pregiudizio all'integrita' psico-fisica del lavoratore; d) la prova dell'elemento soggettivo, cioe' dell'intento persecutorio.
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24/03/2021


Nel valutare le possibilità di ricollocazione del lavoratore il datore di lavoro, pur nella vigenza dell'art. 2103 cod.civ. come modificato dalla legge n. 81 del 2015, non può certo giungere al punto di considerare come posizione utile ai fini del repêchage quella che in nessun modo è riferibile alla professionalità posseduta. Cass. Sez. Lav. 4 marzo 2021, n. 6085 -
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17/12/2020


...i residui spazi di controllo devoluti al giudice in sede contenziosa non riguardano più gli specifici motivi della riduzione del personale ma la correttezza procedurale dell'operazione..
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24/11/2020


IL GIUDICE DEL LAVORO PRESSO IL TRIBUNALE DI PALERMO APPLICA IL CONTRATTO DEL TERZIARIO DISTRIBUZIONE E SERVIZI RITENENDO IL RAPPORTO DI LAVORO TRA RIDER ED AZIENDA DI FOOD DELIVERY A TEMPO PIENO ED INDETERMINATO
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11/11/2020


In tema di licenziamento per superamento del comporto, anche nel regime successivo all'entrata in vigore dell'art. 1, comma 37, della L. n. 92 del 2012, il datore di lavoro non deve specificare nella comunicazione i singoli giorni di assenza, potendosi ritenere sufficienti indicazioni più complessive, idonee ad evidenziare il superamento del comporto in relazione alla disciplina contrattuale applicabile, quali il numero totale di assenze verificatesi in un determinato periodo, fermo restando l'onere, nell'eventuale sede giudiziaria, di allegare e provare, compiutamente, i fatti costitutivi del potere esercitato.
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11/11/2020


Il danno patrimoniale derivante da demansionamento e dequalificazione professionale non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale, ma può essere provato dal lavoratore, ai sensi dell'art. 2729 c.c., anche attraverso l'allegazione di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, potendo a tal fine essere valutati la qualità e quantità dell'attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la durata del demansionamento, nonché la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo la prospettata dequalificazione.
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08/09/2020


Lavoro - Lavoro subordinato - Estinzione del rapporto - Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Comunicazione - Contenuto - Esposizione dei motivi del recesso - Obbligo - Esposizione di tutti gli elementi di fatto e di diritto a base del provvedimento - Esclusione. Il datore di lavoro è obbligato a comunicare per iscritto i motivi del recesso, ma non è tenuto ad esporre specificatamente tutti gli elementi di fatto e di diritto posti a base del provvedimento; è invece sufficiente che indichi la fattispecie di recesso nei suoi tratti e circostanze essenziali, così che in sede di impugnazione non possa invocare una fattispecie totalmente diversa; non è neanche tenuto a fornire, in sede di esposizione dei motivi, la prova degli indicati motivi. • Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 6 agosto 2020, n. 16795
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07/09/2020


È illegittimo spostare un lavoratore da mansioni di concetto a compiti manuali anche se la variazione avviene all’interno della medesima qualifica contrattuale. Inoltre, il datore di lavoro non può invocare una acquiescenza ai nuovi compiti basata soltanto sul decorso di un lasso di tempo. Ad affermarlo è la Cassazione respingendo il ricorso di Poste e confermando la decisione della Corte di appello che aveva accertato la dequalificazione professionale di una dipendente a seguito di illegittimo esercizio dello jus variandi. Nello specifico, la lavoratrice, inquadrata nell’Area Funzionale Operativa livello C del Ccnl che comportava lo svolgimento di «attività amministrative e di coordinamento», era stata, invece, assegnata per un periodo di circa tre anni «a posizione comportante l’esercizio di mansioni manuali, di mero riordino e sistemazione di materiale secondo procedure standardizzate», così violando le prescrizioni dell’articolo 2103 del codice civile. Corte di cassazione - Sezione lavoro - Ordinanza 3 agosto 2020 n. 16594
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07/09/2020


In tema di professione notarile, in caso di inadempimento ai propri obblighi professionali, il notaio non può invocare una diminuzione della propria responsabilità nei confronti del cliente per il solo fatto che quest’ultimo non abbia controllato se la stesura dell’atto sia stata compiuta in modo tecnicamente corretto, stante il fatto che, nel rapporto di prestazione di opera intellettuale, colui che si rivolge a un professionista ha diritto di pretendere una prestazione eseguita a regola d’arte, ex articolo 1176, comma 2, del Cc. In tale ipotesi, dunque, non è per ciò stesso ontologicamente configurabile il concorso colposo del danneggiato ex articolo 1227 del Cc. Corte d’appello di Milano, sezione I civile, sentenza 28-ottobre-9 dicembre 2019 n. 4907 - Pres. Tavassi; Rel. Scalise
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06/08/2020


ogniqualvolta non ricorrano gli estremi del giustificato motivo oggettivo il dipendente deve riottenere il suo posto di lavoro e non solo quando c'è la manifesta insussistenza del fatto
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04/08/2020


Lavoro subordinato - Trasferta del lavoratore -Temporaneità dell'assegnazione ad un sede diversa da quella abituale - Indennità -Sussiste. La trasferta è caratterizzata dalla temporaneità dell'assegnazione del lavoratore a una sede diversa da quella abituale, con la conseguenza che non spetta l'indennità di trasferta a chi esplica in maniera fissa e continuativa la propria attività presso una determinata località, anche se la sede di servizio risulti formalmente fissata in un luogo diverso, dove, peraltro, il lavoratore non ha alcuna necessità di recarsi per l'espletamento delle mansioni affidategli. •Corte di cassazione, sezione lavoro, ordinanza 8 luglio 2020 n. 14380
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28/07/2020


contestazione tardiva licenziamento disciplinare
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15/07/2020


CASSAZIONE SEZ. LAVORO N. 14880 del 23.01.2020
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20/05/2020


Cass. civ. sez. lav. n. 9083 del 18.05.2020
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19/02/2020


IMPUGNAZIONE LIC. DISCIPLINARE Sentenza del 30/12/2019 Trib Milano sez.lav.
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17/01/2020


Non deve essere risarcito il condomino che - per negligenza - sia caduto rovinosamente su un dissuasore del parcheggio, nel cortile del condominio dove risiede. Lo chiarisce la Cassazione con l'ordinanza n. 347/2020.
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17/01/2020


La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 11 novembre 2019, n. 29105, ha stabilito che il lavoratore in somministrazione va risarcito in base alla retribuzione percepita presso l’utilizzatore se il licenziamento intimatogli è illegittimo. È esclusa, infatti, l’applicazione dell’indennità di disponibilità, perché il ristoro deve ripristinare lo status quo ante, rappresentato dallo svolgimento dell’effettiva attività, e poiché l’interruzione della missione del lavoratore presso l’utilizzatore è avvenuta senza una legittima motivazione.
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25/07/2019


Per la Suprema Corte l'sms "forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale viene prodotto non ne contesti la conformità ai fatti o alle cose medesime" La stessa inoltre sottolinea che il disconoscimento di tale conformità non ha gli stessi effetti della scrittura privata ex art. 215 c.p.c. , poiché, in mancanza di richiesta di verificazione o esito positivo della scrittura privata, la stessa non può essere utilizzata, mentre nel caso di sms non si esclude che il giudice possa accertare la rispondenza all’originale anche attraverso altri mezzi di prova comprese le presunzioni.
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23/07/2019


È quindi possibile parlare di mobbing quando si è in presenza di una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell'ambiente di lavoro, che si risolva in sistematici e reiterati comportamenti ostili, che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l'emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità. Al fine di non dilatare oltre misura la fattispecie del mobbing è infatti necessario riservare la valutazione di illiceità alle situazioni più gravi di patologia dell'organizzazione, al netto delle ipersensibilità soggettive.
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17/07/2019


"Configura la lesione rilevante per il delitto di maltrattamento di animali, art. 544 ter, in relazione all'art. 582 c.p., l'omessa cura di una malattia che determina il protrarsi della patologia con un significativo aggravamento fonte di sofferenze e di un'apprezzabile compromissione dell'integrità dell'animale".
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17/07/2019


alla regola dell'affidamento condiviso dei figli può derogarsi solo ove la sua applicazione risulti "pregiudizievole per l'interesse del minore"
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10/07/2019


La Suprema Corte ha recentemente ribadito che “per tutti i casi di assoggettamento del rapporto di lavoro a norme limitatrici del potere di recesso del datore di lavoro, vale il principio dell'immodificabilità delle ragioni comunicate come motivo del licenziamento, il quale opera come fondamentale garanzia giuridica per il lavoratore, che vedrebbe, altrimenti, frustrata la possibilità di contestare la risoluzione unilateralmente attuata dal datore (…) Ne consegue che il datore di lavoro non può addurre a giustificazione del recesso fatti diversi da quelli già indicati nella motivazione enunciata al momento della intimazione del recesso medesimo, ma soltanto dedurre mere circostanze confermative o integrative che non mutino la oggettiva consistenza storica dei fatti anzidetti” (Cass. Civ., sez. Lav., n. 7851/2019).
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